La Dolce Vita

“La Dolce Vita”

Stefano di Battista, sassofono
Matteo Cutello, tromba
Fred Nardin, pianoforte
Daniele Sorrentino, contrabbasso
Andre Ceccarelli, batteria

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CD, 180g Vinyl, Digital (Warner Music Arts)
Release: 19.4.2024

“La dolce vita” non è solo il titolo di un film, ma la porta di ingresso a un’intero mondo. Un mondo fatto di fantasie cinematografiche, certo, ma anche di vita, di passioni, di eleganza, di desiderio, di bellezza, di sogni, che hanno preso vita in un periodo particolare della storia italiana e che si sono riverberate per i decenni seguenti arrivando fino a noi.

Stefano Di Battista ha voluto farsi illuminare da quel riverbero, e ha deciso che era giunto il momento di realizzare un album che mettesse insieme lo splendore della grande musica italiana di un tempo e la necessità di mantenerla viva, brillante, eterna. “Esplorare una parte del grande e bellissimo repertorio italiano dagli anni della ‘Dolce vita’ in poi e portarlo all’attenzione del pubblico internazionale di oggi”, è questo che ha spinto Stefano Di Battista a realizzare questo album. “Sono musiche che rappresentano al meglio la cultura italiana, le capacità dei nostri grandi compositori, non solo in quella che senza dubbio è stata ‘l’età dell’oro’ del nostro paese ma anche nell’eredità di quegli anni che ancora ci portiamo dentro”.

Così accanto alla splendida composizione di Nino Rota che offre il suo titolo all’album e immediatamente ci proietta in un mondo fantastico e senza confini, troviamo Paolo Conte con la sua ‘Via con me’, o Nicola Piovani con la leggendaria ‘La vita è bella’, troviamo canzoni pop, come la sorprendente ‘Una lacrima sul viso’, portata al successo da Bobby Solo ma scritta da Iller Pataccini con testo di Mogol, e l’eco dell’opera nella ormai classica “Caruso” di Lucio Dalla, tutto tenuto insieme da un sentimento unico e forte, dal suono perfetto di una band meravigliosa, formata da Matteo Cutello alla tromba, Fred Nardin al piano, Andrea Sorrentino al contrabbasso e André Ceccarelli alla batteria, ma e soprattutto dalla capacità di Di Battista di trasformare ogni brano in qualcos’altro, accompagnando chi ascolta in un magico altrove che in questo caso è del tutto italiano. “Lavorando a questi brani mi sono trovato in un mondo bellissimo”, dice ancora Di Battista, “e ho pensato che il modo migliore per affrontarli era quello di lasciarsi guidare dalle melodie, di entrare nelle matrici melodiche e trovarne il cuore per improvvisare. Non quindi brani con degli assolo, ma tutt’uno, esposizione e improvvisazione legati insieme”. Alcune delle scelte di Di Battista possono apparire singolari, come “Con te partirò”, scritta da Francesco Sartori e Lucio Quarantotto, portata sul palcoscenico mondiale da Andrea Bocelli, che nelle sue mani diventa una sorta di magico portale tra passato e presente, o come la ‘consumatissima’ “Volare” (“Nel blu dipinto di blu”) di Domenico Modugno e Franco Migliacci, che Di Battista porta fuori dell’ovvio e fa rinascere cogliendo in pieno lo spirito ‘surrealista’ della canzone: “Proporre brani come questi magari è una scommessa”, dice il sassofonista, “ma io ho sempre amato farle. Alla fine mi sono reso conto che questi forse erano i brani più interessanti dell’album”. Ma non basta: definire ‘eclettico’ il percorso di Di Battista all’interno dei meccanismi melodici del grande repertorio italiano è insufficiente a spiegarne la ricchezza. Da bravo bandleader il musicista guida i suoi compagni in territori molto diversi tra loro, e in sentimenti altrettanto distanti, dalla brillante ironia di “Tu vuò fa l’americano” di Renato Carosone, dove le matrici americane e napoletane si perdono nell’improvvisazione senza confini della band, alla malinconia sottile di ‘Sentirsi solo’, firmata da Piero Umiliani per ‘L’audace colpo dei soliti ignoti’, “un brano che io non conoscevo”, sottolinea il sassofonista, “tratto dalla colonna sonora di un film interpretato da Chet Baker. Ha un clima incredibile, non ha una melodia lunga da canzone, è ‘sparsa’, ha un’atmosfera che ti porta in quel mondo blue che è proprio dell’universo di Baker, vicino a quel suo demone che ha l’affascinante sapore del mistero”.

Ma l’elenco dei capolavori contenuti nell’album è ancora incompleto: c’è la magia di ‘Roma nun fa la stupida stasera”, dell’inarrivabile Armando Trovajoli e della coppia Garinei e Giovannini, c’è il fascino inaudito della memoria con l’ ‘Amarcord’ felliniano trasformato in musica da Nino Rota, c’è l’arte sopraffina dell’Ennio Morricone de ‘La Califfa’, in un equilibrio sottile tra passato, le composizioni, e presente, le interpretazioni di Di Battista e la sua band.

“Il confronto con il passato ci ha fatto sentire molto piccoli”, conclude Di Battista, “c’è un livello di arte in quelle musiche che oggi sembra difficile da raggiungere. Ma è proprio nel riproporre queste musiche, nel farle vivere nell’oggi, che troviamo soddisfazione. Quindi voglio godermele, quando suono più mi diverto e più sono felice, e queste musiche mi danno la possibilità di navigarci dentro, mi lasciano spazio per improvvisare, di inventare, di essere legato alle mie radici, alla mia cultura italiana, ma di guardare anche oltre, perché non erano provinciali, non avevano confini anche quando sono state scritte, con le loro melodie, con i loro cromatismi affascinanti, con la loro gioia”.

Nato a Roma, Stefano Di Battista si è avvicinato al jazz attraverso i dischi di Art Pepper e Cannonball Adderly. Incoraggiato a trasferirsi a Parigi dal pianista Jean-Pierre Como, che lo ascoltò dal vivo nell’estate del 1992 al Calvi Jazz Festival, si ambientò rapidamente nella capitale francese. Tra i suoi lavori più acclamati ci sono “Round About Roma”, per la Blue Note, con un’orchestra sinfonica diretta dal Maestro Vince Mendoza, “un lavoro squisito di musica che coinvolge la mente così come il cuore” (All About Jazz). Di Battista ha realizzato altri due album per la Blue Note Records, un omaggio a Charlie Parker intitolato “Parker’s Mood” e il virtuosistico “Troubleshootin’”. Di Battista è un maestro del suono e della melodia, virtuoso nelle sue improvvisazioni e appassionato nel suo approccio alla canzone. Tre anni dopo il suo primo album per la Warner Music, “Morricone Stories”, torna ora con “La Dolce Vita”.

Tracklist
1. La vita è bella (Nicola Piovani )
2. Con te partirò (Lucio Quarantotto)
3. Tu vuò fa l’americano (Renato Carosone)
4. Roma nun fa’ la stupida stasera (Armando Trovaioli)
5. La dolce vita (Nino Rotha)
6. Via con me (Paolo Conte)
7. Una lacrima sul viso (Bobby Solo)
8. Sentirsi solo (Piero Umiliani)
9. Volare (Domenico Modugno)
10. La califfa (Ennio Morricone)
11. Amarcord (Nino Rota)
12. Caruso (Paolo Conte)